Economia e lavoro a Savona. “Abbiamo più che una speranza per il futuro”

Intervista a Luciano Pasquale Presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria

 

Decisivo sarà l’apporto degli investimenti che verranno dal decreto che ha dato al Savonese strumenti per l'area di crisi complessaQuali prospettive dunque per aziende di peso come Tirreno Power, Bombardier e Piaggio, da sempre eccellenze del territorio, ma oggi in forte difficoltà?: “Se Bombardier potrà approfittare delle buone opportunità che verranno da una ristrutturazione del trasporto pubblico e ferroviario in particolare che nei prossimi mesi ed anni metterà in cantiere numerose commesse per l’acquisto di nuovi treni e nuovi mezzi, anche Piaggio, a mio avviso, si confermerà come segmento produttivo strategico non solo per il nostro territorio ma per l’intero Paese. Un discorso a parte merita Tirreno Power che ha in cantiere iniziative di riconversione industriale che non solo tendono a recuperare posti di lavoro in bilico o perduti ma puntano a crearne di nuovi per il futuro”.

E la piattaforma, non arriverà troppo tardi per far fronte alle varie emergenze occupazionali sul territorio?: “L’importante è che arrivi e arriverà con il primo accosto nel 2019. Da sola non può bastare a dare risposte all’intera domanda di occupazione ma costituirà l’architrave per una ripresa complessiva di più ampio respiro che deve vedere partecipi anche altre realtà del settore industriale e manifatturiero”. 

Quali speranze per una rinascita complessiva del territorio quest’anno e per i prossimi a venire: “I savonesi hanno qualcosa in più di una semplice speranza. Stanno nascendo nuove attività imprenditoriali e, a patto che non vengano ostacolate con inutili burocrazie, considerato che il legislatore ha già previsto severi controlli di tipo giudiziario, con la supervisione dell’anticorruzione, potranno creare nuova ricchezza e nuovo lavoro. Il problema principale è quello di dare opportunità ai giovani e di non far fuggire altrove intelligenze che possono essere utilissimi all’innovazione e alla crescita. Purtroppo se facciamo una stima sui disoccupati qui da noi, 1 su 3 è un giovane e 1 su 3 pur cercandolo un lavoro non lo trova. Questo significa che non potrà formarsi adeguatamente, non potrà essere autonomo, formarsi una famiglia, acquistare una casa o entrare nella filiera dei consumi che solitamente sono il termometro della solidità economica di una società e di un territorio”.

da www.rsvn.it